Le roSE CHE IL TEATRO IL rOSSETTI OFFRE ALLE GENTILI SIGNORE, OGNI ANNO IN OCCASIONE DELLA PRIMA

Il Rossetti: Buona la prima! 1000 motivi per amare il teatro

Il Rossetti, teatro stabile di Trieste questa sera c’è riuscito, ha mandato in scena la prima di una stagione teatrale che definire sui generis è generoso.

A Trieste grazie al teatro il Rossetti siamo riusciti a riveder le stelle

Tra mille traversie, incertezze, paure, inquietudini alla fine ci siamo veramente riuscitia a riveder le stelle!

Ebbene sì verso le 20.40 le stelline che trapuntano la cupola del teatro il Rossetti si sono accese, per dar vita a una nuova stagione teatrale.

Le stelle che trapuntano il teatro Rossetti di Trieste

Non me ne vogliano il regista Franco Però, né i bravissimi attori del teatro stabile triestino, ma questa sera la notizia non è tanto com’era lo spettacolo, quanto sono stati bravi gli attori, era accattivante la scenografia, la notizia principalale era essa stessa lo spettacolo, in se stesso. Ebbene sì solo il fatto di esserci, di esssere andati in scena era già una notizia. A questo poi si sono aggiunte tante altre componenti, non era scontato avere una prima, non era facile andare in scena, molti i teatri ci hanno rinunciato. Non era facile presentare una pièce con tredici attori sul palcoscenici. Non era facile riempire (In base alle limitazioni delle norme Covid) una platea come quella del teatro Rossetti.

Grazie il Rossetti, grazie Trieste , grazie pubblico.

Come sempre il teatro Rossetti e soprattutto la cittadinanza di Trieste hanno dimostrato che volere è potere! Nessun problema, nessun bisticcio, nessuna ansia tutto è filato liscio, sia in scena che in platea.

La platea del teatro Rossetti attende ordinatamente seduta l'inizio della rappresentazione

Pubblico composto, distanziamento rispettato , afflusso e deflusso regolari e ordinati. Nessun intoppo.

I teatri triestini si sono come sempre distinti per la loro capacità, organizzazione e coraggio. Contrada, Il Rossetti e teatro Verdi hanno riaperto presentando stagioni degne del loro nome. Come andrà a finire? Continueranno? Non ci è dato di sapere, il segnale comunque è stato lanciato: si può fare! Non è facile, forse neppure economico, ma con l’aiuto e la cooperazione tra enti teatrali, istituzioni, personale e un pubblico perfetto e ordinatissimo, tutto è fattibile!

Il presidente Granbassi saluta il pubblico del Rossetti
Il presidente Granbassi ringrazia il pubblico prima dell’apertura del sipario

Il cartellone del teatro Rossetti (come quelli degli altri teatri cittadini) è a dir poco impegantivo, ne avevamo già parlato in un precedente articolo e speriamo vivamente di poterlo vedere tutto, intanto però accontentiamoci, si sa in questo periodo si vive tutti alla giornata.

La prima!

La serata si è aperta come di consuetudine di tutte le prime del Rossetti con l’omaggio di una rosa bianca a tutte le gentili signore, certo è mancato il brindisi benaugurale, i calici di spumante, le strette di mano, gli abbracci, persino i sorrisi sono spariti, coperti dalle mascherine (che saranno state pure sfavillanti e ricoperte di pailllettes ma non riescono e mai riusciranno, a mio avviso, a restituire la gioia e il calore di un sorriso), ma il teatro e il suo pubblico c’erano e si sono rincontrati!

Sinceramente mi sono mancate le chiacchiere in foyer, il caffé, l’intervallo, le critiche, i commenti, gli scambi d’opinione con le amiche del teatro, viste e salutate un po’ troppo velocemente al bar prima di entrare.

Andare a teatro lo sappiamo era di più era socialità, incontro, scambio d’opininioni, sfoggio di toilettes eleganti, tacchi alti (che io non amo ma che ieri avrei volentieri messo), era convivialità, un sistema per molte persone, anche e soprattutto quelle meno giovani, di stare assieme, di vedersi, di incontrarsi. tutto questo è purtroppo finito in secondo piano, soppiantato dalle rigide norme e dai protocolli che ci impediscono di stare vicini, di stingerci la mano, di creare capanelli (i tanto temuti assembramenti) e non so quando potremo riaverlo.

Nonostante tutto però mi ha fatto pacere rivedere le amiche, molte diversamente giovani, rischiare, sfidare la sorte, per esserci! Sprezzanti di ogni allarmismo si sono vestite eleganti, hanno indossato le mascherine migliori e si sono sedute in platea ad assaporare il sapore dello spettacolo dal vivo. Sapore che nessuno streaming potrà mai soppiantare.

La pazza di Chaillot in scena a il Rossetti.

Torniamo però allo spettacolo, perchè di spettacolo si è trattato. Una piece solida, ben strutturata, molto (forse persino troppo) attuale.

Franco e Però e il cast al completo del Rossetti,
Franco e Però, il regista e il cast al completo del Rossetti salutano il pubblico

Il discorso di apertura sui flussi economici e le strategie di Borsa mi ha ricordato purtroppo la situazione odierna e gli interessi che sotto a questa pandemia, comunque inesorabilmente si muovono e ci guadagnano.

La scena di apertura dello spettacolo

Solo un gruppo di “pazzi” nel ’43 (anno in cui Jean Giraudoux ha scritto quest’opera teatrale), come oggi potrebbe scardinare tutto.

Il dialogo, completamente surreale, ma al contempo tristemente reale, tra le tre pazze Aureliè. Constance e Josephine (che mi hanno tanto ricordato per atteggiamento e abbigliamento e battibecchi Flora, Fauna e Serenella, le tre svitate ziette di Aurora della bella addormentata nel bosco edizione Walt Disney) ci ha fatto sorridere, ma sempre facendo riflettere su economia reale, circolare, sostenibile o soltanto logica .

Alla prossima! Ben arrivata nuova stagione!

Aspettando le tanto attese stelle del Musical! Intanto non ci resta che incrociare le dita!

4 commenti su “Il Rossetti: Buona la prima! 1000 motivi per amare il teatro”

  1. Quanto mi manca andare a teatro – quando frequentavo sia il liceo che l’università avevo l’abbonamento e ricordo che varie sere in inverno andavo a vedere l’opera, il balletto o qualche musical. Sono molto contenta per questa serata a teatro a Trieste. Incrocio anche io le dita per loro, per noi tutti!
    ps: come compito per un corso del master seguito in primavera ho dovuto scrivere un monologo che dovrebbe essere letto da un attore a teatro… chissà quando tutto questo sarà possibile.. speriamo il prima possibile.

  2. Ho sempre amato lo spettacolo e mi rattrista molto il fatto che quest’anno tutte le attività sono state sospese. Credo sia stato molto emozionante poter assistere alla riapertura del Teatro Rossetti, si evince dal tuo post 😉

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