Trieste arcana la passeggiata

Trieste Arcana, Trieste del mistero

Trieste arcana, Trieste, nascosta, Trieste ermetica, Trieste occulta Trieste del mistero, ma soprattutto Trieste questa sconosciuta.

L’abbiamo già detto varie volte il capoluogo del Friuli Venezia Giulia è una città strana e sorprendente, capace di nascondere tantissimi segreti. Per conoscerla davvero bisogna cercare, scrutare, ammirare tra i segni dei suoi palazzi, delle sue statue, delle sue vie, delle sue fontane, dei suoi portoni.

Trieste si sa è difficile, ostica, alle volte scontrosa, fatica a rilevarsi; come una donna bisogna amarla e conquistarla per poterla capire e apprezzare nel profondo.

L’altro giorno nella passeggiata con l’autore Francesco Boer, organizzata da Trieste Arcana, abbiamo potuto scoprire Il volto arcano di Trieste, svelando nascoste tra palazzi, portoni, statue, fontane le tante piccole curiosità che racchiudono l’anima (o forse meglio una delle anime) di queste strana città.

Passeggiando con il naso all’insù e soffermandoci ad osservate particolari, che di solito per fretta e superficialità tralasciamo, abbiamo scoperto che i palazzi della città sono adodorni di statue e di simboli.

Mitologia e simbolismo tra i palazzi di Trieste Arcana.

Sai che novità! Tutti i palazzi delle città d’Italia e di gran parte d’Europa, sono abbelliti di statue di santi, angeli e personaggi famosi.

Se però io vi dicessi che a Trieste è più facile trovare una statua di Mercurio, di Ercole o di Poseidone che una di San Giovanni?

Ma va siamo a Trieste nella Mitteleuropa, nel pieno della cultura austro ungarica mica nella culla dell’ellenismo! Qui si mangiano crauti e gulasch non feta e involtini di vite!

Forse non è proprio così!

E se la tanto sbandierata anima mitteleuropea di Trieste nascondesse anche un tratto più recondito, mediterraneo, marino, persino mitologico?

Trieste come sempre stupisce!

Come sempre Trieste, città multiculturale, sorprende: mescolando stili, lingue, culture, civiltà, ma anche esoterismi e misteri e dall’alto dei suoi palazzi troviamo gli occhi degli Dei a vigilare sulle alterne vicenrìde e fortune della città.

Guardando con attenzione e con occhi nuovi i suoi decori e i suoi abbellimenti possiamo notare tantissimi richiami alla Grecia, alla mitologia, all’Olimpo, al culto del mare, del commercio, delle scienze e perché no anche dell’occulto.

Troviamo nella fredda e asburgica Trieste una sorta di superstizione, di laicicismo, di esoterismo latente, nascosto, ma al contempo manifesto.

Un esempio di tutte queste commistioni lo possiamo trovare nella statua dedicata a Massimiliano d’Austria, che in poco più di nove metri di altezza riassume tutto questo.

Trieste-Arcana-Massimiliano-dAustria
Particolari del monumento di Massimiliano d’Austria in piazza Venezia a Trieste

Il monumento a Massimiliano

Accanto ai simboli, alle bandiere, alle targhe, alle uniformi della regia Marina austroungarica, troviamo cornucopie, compassi, tavolozze, statue, punti cardinali, uomini con copricapo di orso, donne alate, faraoni egizi, Minerva, Nettuno, tutto questo mentre Massimiliano, ammira il mare, indicando la sua amata Miramare

Eh sì gli austriaci già a quel tempo scendevano a Trieste per guardare il mare, magari con il sogno costruirsi una seconda casa (o meglio un castello) al mare!

Questa frammistione, questa mescolanza, questa multiculturalità, questo anelito verso il mare e l’Oriente lo ritroviamo anche in tantissimi altri monumenti. Vediamone alcuni.

Trieste una conchiglia aperta al vento, al mare e al mondo.

Piazza Unità, può essere vista come un enorme conchiglia aperta al mare, capace al contempo di contenere uno scrigno di sorprese sulle facciate e sui portoni dei suoi palazzi di questa misteriosa Trieste Arcana .

Il palazzo del Lloyd

Le Dee delle fontane sul palazzo della regione a Trieste
Venere e Teti le fontane del palazzo del Lloyd a Trieste

La facciata del palazzo della Regione (già del Lloyd) è ricchissimo di simbolismi pagani che richiamano il mare, le sue creature e le sue leggende. Le due statue inserite nelle edicole agli angoli del palazzo altro non sono che Teti e Venere, dee dell’acqua dolce e salata.

Essendoci Venere come potrebbe non esserci una conchiglia da cui nascere?

Dalle mani di Venere zampilla acqua marina, da invece Teti (prottettrice delle acque dolci) all’angolo opposto, esce da anfore acqua dolce che va a disertare i puttini ai suoi piedi, in fondo la funzione proincipale delle fontane era quella di portare acqua per dissetare la cittadinanza.

Sulla facciata tutta a ben guardare si rincorrono ripetutamente conchiglie, delfini, cornucopie, lance, tridenti, a suggerire fortuna, buona sorte, abbondanza, rappresentata anche dai faccioni di Dioniso.

Palazzo Cheba, palazzo Mondello, palazzo Stratti

Motivi che ritroviamo anche sulla facciata eclettica del palazzo del comune, che al simbolo dell’alabarda, nei suoi marmi e stucchi nasconde nuove cornucopie, rami fioriti, rose dedicate a Venere, caducei, serpenti, draghi alati, pigne, foglie e nuovamente conchiglie.

Alzando gli occhi sui palazzi del lato sinistro notiamo tutta una serie di Ercole intenti a reggere il mondo (e il tetto di palazzo Mondello). Ancora più in alto sul palazzo delle Generali ecco apparire una figura di donna.

Trieste? Atena?

Circondata da strane allegorie della Fortuna e del Progresso: una locomotiva, una ruota dentata, un’ancora, una pinza, un incudine e un martello, a simboleggiare il lavoro industriale. Sul lato opposto una colonna un capitello, una cetra, un busto classico, una tavolozza e una civetta (uccello sacro a Minerva) a simboleggiare le arti e la cultura e la vittoria della ragione sulle tenebre.

Tutti questi simboli li ritroveremo più avanti in piazza della Borsa, centro focale della vita economica e commerciale della citta.

Il palazzo della Borsa

Qui il gioco si fa strano, i portoni e gli ingressi dei palazzi si fanno piccolissimi, quasi scompaiono, occultati ai lati o nella parte posteriore dei fabbricati, per lasciare posto ai fori commerciali, ai magazzini, ai laboratori.

Siamo nel fulcro della Trieste commerciale ed economica. Il palazzo della Borsa (commerciale, mai borsa valori), simile ad un antico templio dorico, in stile neoclassico, occupa un lungo e stretto spazio sul lato a mare della piazza.

I simbolismi qui la fanno da padrone. Sulla facciata troviamo edicole contenenti statue di Mercurio, che nella mano destra tiene un borsello di denaro, nella sinistra il caduceo, ad augurare successo a una città portuale che nei traffici cerca la sua fortuna. Urano, Minerva e Nettuno a rappresentare le anime della città operativa, commerciale, scientifica e artistica. A questi si aggiungono, ai lati dell’orologio centrale, due allegorie della Fama e della Fortuna.

Non mancano però i riferimenti a Trieste e al suo Genio, al Danubio e ai quattro continenti a rappresentare la centralità dei commerci della città crocevia del mondo.

Le staute arcane del palazzo della Borsa  aTrieste
Gli Dei ci guardano benevoli dalla facciata del palazzo della Borsa a Trieste

Le fontane di Trieste

I quattro continenti troneggiano anche nella Fontana dei Continenti, posta al centro della piazza Unità d’Italia, mentre Poseidone e il suo tridente lo ritroviamo nella fontana di Nettuno, davanti alla Borsa.

Di nuovo gli stessi simbolismi, i richiami alla mitologia classica, alla fortuna e al progresso. I fiumi emblema dei continenti a rappresentare la comunicazione, il viaggio, il commercio, si rincorrono quasi in maniera ossessiva in tutti gli abbellimenti dei monumenti cittadini, come pure nella storia e nella vita sociale ed economica di questa stranissima città, fatta di commercio, ricchezza con la testa in Europa e i piedi nel Mediterrraneo.

Trieste Arcana e il suo Pantheon di Dei

Se il primo Dio di questa Trieste Arcana è il commercio, il secondo è, inevitabilmente il mare.

Il caduceo di Ermes è spesso abbinato al tridente di Nettuno.

Trieste da sempre si affida al mare per il commercio e per vivere, senza però mai dimenticare la ragione. Atena, signora della citta si unisce alla bellezza e la rinascita di Venere. Entrambe guardano con benevolenza dai tetti dei palazzi la Fama e la Fortuna della nostra città.

14 commenti su “Trieste Arcana, Trieste del mistero”

  1. Mi piacerebbe tornare a visitare Trieste perchè l’ho vista troppi anni fa. Sicuramente la guarderei con occhi diversi, dopo le rivelazioni ellenistiche del tuo post! Sarà bello girarla conoscendo qualche suo segreto.

  2. Davvero particolare la presenza di queste statue e di questo tipo di raffigurazioni all’interno di una città che non vedo l’ora di visitare a breve! Non mi perderò l’occasione di scattare qualche foto in modo più consapevole ora!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.