a Teatro al Rossetti nella prima giornata di zona bianca in Friuli Venezia Giulia

Primo giorno di zona bianca in Friuli Venezia Giulia , primo caffè al banco e finalmente uno spettacolo teatrale senza coprifuoco.

Un caso probabilmente fortuito ha fatto sì che nel primo giorno in zona bianca in Friuli Venezia Giulia, io mi sia ritrovata a vivere una giornata quasi normale.

Impegni in due delle mie “città di residenza” hanno fatto sì che io abbia iniziato la giornata a Lignano Sabbiadoro e l’abbia terminata in quel di Trieste.

Un fatto banale, scontato fino a un anno fa ma che oggi dopo il periodo vissuto sembra eccezionale.

Era il 2019 è per me sarebbe stato normale svegliarmi a casa mia a Lignano, passare parte della giornata in ufficio a Monfalcone e poi finire la serata a teatro a Trieste.

Ma una pandemia e milioni di divieti hanno reso questo un fatto eccezionale.

Sì nell’ultimo anno cambiare città, svegliarsi in una provincia, lavorare in un’altra e finire la giornata in una terza è diventato un evento memorabile.

Primo giorno di zona bianca in Friuli Venezia Giulia

Se poi a questo aggiungete che ieri 31 maggio è stato il primo giorno in zona bianca in Friuli Venezia Giulia la vicenda si fa memorabile.

Perché?

Perché per la prima volta dopo mesi di privazioni ho potuto mangiare al ristorante, senza l’ansia di dover abbandonare il piatto per un improvviso acquazzone e soprattutto ho potuto prendere un caffè al bar di corsa, senza dovermi sedere al tavolino e perdere mezz’ora.

Sembra poco? No non lo è! Se in un giorno ti sposti tra tre province del Friuli Venezia Giulia, sapere di poterti fermare a bere un caffè “al volo” è una di quelle piccole sicurezze che rendono la giornata più bella e più semplice!

Se a questo sommi il poter mangiare in tranquillita, anche all’interno, magari in caso di pioggia o vento improvviso la serenità ti sembra stia avvicinandosi.

Se una giornata quasi normale poi viene correlata da una bellissima serata a teatro, senza l’incubo del coprifuoco, l’illusione e la speranza di un ritorno alla vita sembra diventare quasi realtà.

Bando alle ciance vi racconto un pochino questa incredibile giornata di normalità.

Dopo un week end dominato da un’arrabbiatura, dovuta a un fatto non particolarmente importante, ma di principio. In questi tempi difficili, quando nulla è scontato e tu spesso finisci a dover tranquillizzare amici e parenti, non sicuri di scelte e decisioni, anche piccoli cambiamenti, dovuti spesso all’ottusità degli altri possono diventare un ostacolo e un problema. Ma non divaghiamo, che questa è un’altra storia, che speriamo sia risolta e non serva raccontare…

Torniamo alle cose piacevoli.

Svegliarsi a casa: in Friuli Venezia Giulia a Lignano.

Ieri mattina mi sono svegliata “a casa”, a Lignano, sveglia, colazione come d’abitudine con le sfogliatine di mela della panetteria Brugnera, qualche impegno quasi lavorativo. Quando si parla di impegni a Lignano, io faccio sempre fatica ad associarli al concetto di lavoro. Ma difatti anche a Lignano si lavora!

Corsa, caffè al tavolino della pasticceria torinese, chiacchiere, idee, progetti…

Pranzo nella normalità, con piacevoli sorprese a Lignano Sabbiadoro

Poi ci si prepara a rientrare a Trieste, ma prima si mangia qualcosa.

Veloci non c’è tanto tempo. Mi piacerebbe qualcosa di semplice ma buono, salumi? No, meglio ancora pesce.

Perché non provi il nuovo locale di Tullio? A Riviera. Sai l’enoteca, quella fatta tutta a botte. Ti ricordi? Ci andavo da ragazzi. L’hanno riaperta e rimessa a nuovo.

Puoi mangiare veloce buonissimi cicchetti a base di carne e pesce.

Perfetto! Perché no? Proviamo: destinazione il Grappolo a Lignano Riviera!

Cicchetti all’ombra di Lignano.

Tante sorprese nel nuovo locale.

zona bianca in Friuli Venezia Giulia

Qualcosa di vecchio: il bancone a forma di botte, con annesso bagno in legno con una botte come lavandino un deja vue, nascosto nella memoria, che ti lascia meravigliata e sorpesa.

Il menù? Porta il piatto piccolo, quello con gli assaggi misti, che proviamo un pochino di tutto!

Tartine al baccalà, salame e polenta, prosciutto crudo di San Daniele, sarde in Saor, polipetti alla busera, seppie in umido, carpacci marinati, tartine con baccalà mantecato, stracciatella e alici (ops quelle non le mangio, ma dovevano essere gustose), un po’ di prosecco… poco che devo guidare e si sa io non son gran bevitrice.

Piccoli assaggi, ma ho mangiato tanto e benissimo.

Si torna a casa: a Trieste!

Si può partire: in perfetto orario!

Autostrada, traffico snello, qualche impegno e orario rispettato. Un salto a casa a recuperare gli abbonamenti e il teatro ci aspetta.

Il sole è ancora alto, non ho certo fame, basta un buon caffè magari a cenare ci pensiamo dopo.

C’è tanta gente: la fila fuori al Rossetti, sarà come al solito il termoscanner che fa i capricci. O forse la gente ha ripreso coraggio e si è lasciata conquistare dal fascino di Alessio Boni e del suo spettacolo Ludwig, dedicato a Beethoven.

Intanto che la fila si dirada approffittiamo per un buon caffè al bancone di Tamara, tenendo d’occhio l’entrata del Rossetti, che guarda caso siamo tardi.

Ma quanto è buono il ristretto preso al volo! Non mi ricordavo più che sapore aveva!

Fila finita! Veloci si entra lo spettacolo sta per cominciare…

Wow sala gradita (per quel che di può) pubblico anche in prima galleria! Che bello! Che colpo d’occhio. Le luci si spengono le stelle si accendono!

Buio! La musica di Beethoven riecheggia in teatro, le parole raccontano la vita e la cecità del grande compositore.

Per Elisa, l’eroica, la quinta, la nona, la marcia funebre per Napoleone, l’inno alla gioia, ma quanto è bravo il pianista, ma quanto è bravo Alessio Boni, ma quanto è bello sto spettacolo.

A teatro in zona bianca a Trieste

Applausi, usciamo, il sole è ancora in cielo, le giornate sono lunghe, non c’è più il coprifuoco… quasi quasi si può mangiare una pizza.

Normalità! Perfezione di una giornata di ritrovata routine!

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