La Piccola Parigi – Passeggiando nella Trieste nascosta – capitolo 2

Con questo articolo vorrei iniziare a proporvi degli itinerari insoliti, poco conosciuti, attraverso la città di Trieste, alla scoperta dei luoghi, delle curiosità e particolarità che la nostra città sa svelare solo a chi ha voglia di cercare.

Partiamo allora alla scoperta di:

Trieste nascosta

In verità nelle settimane passate vi ho già proposto un itinerario alla scoperta di una Trieste dei misteri, vi ricordate la passeggiata tra le strade del centro, alla ricerca di simboli pagani? Abbiamo ricercato statue, osservato portoni e fontane “brutte”, accumunate dalla presenza di rappresentazioni di dei e simboli mitologici?

Non vi ricordate!! O non avete letto?

Male! Ma potete sempre rimediare riassaporando le atmosfere di Trieste arcana.

Oggi però voglio portarvi a conoscere un’altra chicca della città giuliana che molti non conoscono.

Le meraviglie della Trieste nascosta

Come sa chi conosce questa nostra strana città a Trieste le cose vanno conquistate, con costanza e pazienza.

Generalmente la città non si svela a un osservatore disattento.

Il turista di passaggio resterà ammaliato dalla bellezza della piazza Unità, dalla magia dei riflessi del Canal Grande, dal fascino del molo Audace e dai suoi tramonti che sanno incantare. Chi concederà più tempo alla visità, salendo tra le rapide strade della città vecchia, si stupirà della vista e dei panorami che il castello e la basilica di San Giusto sanno regalare. Chi avrà la pazienza di percorrere anche tutto il lungomare scoprirà uno dei luoghi più incantevoli d’Italia, d’Europa, lasciatemi esagerare del mondo intero: le bianche mura del Castello di Miramare e del suo esotico parco.

Sì certo, tutto vero, tutto incantevole, ma non avrà ancora visto nulla o quasi. Perchè Trieste, quella vera, quella che sa sorprendere e conquistare è nelle pieghe delle sue strade, nei suoi bar, nelle tazzine di caffè, negli angoli più nascosti, impervi e difficili da scoprire.

Allora seguitemi, andiamoli a scoprire! Tranquilli, molti di questi angoli non li conoscono neppure i triestini!

Dopo aver visitato l’anima ellenica della citta, oggi vi porto a scoprire la sua parte francese, oserei dire bohemienne.

Trieste mitteleuropea, Trieste asburgica, Trieste porta d’oriente, immagino molti di voi conoscano queste definizioni.

La Piccola Parigi dettagli di una Trieste nascosta

Sono però sicura che i più si stupiranno se vi parlerò di una Trieste francese, di una piccola Parigi, nascosta dietro un arco di un’anonima via di periferia.

Alla fine di via Giulia, l’anonima e ve lo concedo bruttina arteria di periferia, che collega il centralissimo Giardin Pubblico a uno dei polmoni verdi più grandi e dimenticati della città: il Boschetto (ma di lui parleremo un’altra volta) si trova, nel cuore del rione di san Giovanni, sovrastato e semi nascosto da palazzoni e centri commerciali, un piccolo arco.

Dietro questo arco si nasconde un mondo che non ti aspetti: fatto di casettine basse, verde, orti, giardini, viuzze strette, fontanelle, pozzi, steccati, scalette inerpicate. Una piccola Parigi!

Sorpassato quest’arco ci si trova catapultati in un’altra dimensione, in un altro tempo, in un altro spazio, talmente strano e particolare da guadagnarsi il nome di piccola Parigi.

A dire il vero, io la chiamerei più piccola Montmartre o anche piccola Pigalle, perchè qui si respira “quell’aria” di non so che, non certo quella dei grandi palazzi, dei boulevard, delle griffe a cui potremmo pensare immaginando la Parigi della “grandeur”.

Questo angolo fuori dal tempo e dalla città ha vissuto e vive da sempre una sua vita particolare, non sempre allineato alla storia cittadina, fatto di vite e mestieri alle volte ai margini della società e della legalità.

L’altra settimana io ho avuto il piacere di visitarla assieme a chi la vive, la lavora, la ama e allora provo a raccontarvela e a farla amare anche a voi!

Con noi a camminare tra le viuzze c’erano attori, scrittori, personaggi pubblici e pure il signor Mario, coscienza e voce storica del quartiere, che ci ha deliziato con aneddoti, foto, ricordi della sua infanzia all’interno di Borgo (o Corte) Fedrigovez e della piccola Parigi.

Adesso devo un attimo divagare per non attrarmi i rimbrotti dei puristi e conoscitori della zona (i triestini, si sa, sono perfezionisti e ogni tanto pure rompi…)

La corte Fedrigovez, cioe quel gruppetto di strade e case che si diparte subito dietro l’arco di cui abbiamo detto prima, non è la piccola Parigi vera e propria. Questa La Piccola Parigi vera e pura è ristretta alla zona tra Androna San Cilino, via Verga e si estende, se ho ben interpetato, su buona parte della collina di Scoglietto, avendo come cardine via Zanella.

Con buona pace dei puristi e dei triestini puntigliosi, però permettetemi di dire che io l’aria da Parigi bohemienne l’ho respirata subito (forse anche di più) appena attraversato l’arco, percio corte Fedrigovez o Piccola Parigi che sia, io vi parlerò di tutta la zona che dal Giulia si inerpica quasi fino all’Università.

Qui con solo pochi passi si cambia mondo, prospettiva, odori e suoni.

Trieste nascosta particolari

Se la via Giulia ci catapulta in un’idea di modernità, di palazzoni alti e tutti uguali, di centri commerciali, parcheggi, clacson e rombi di motore, oltrepassato l’arco si cade in un silenzio fatto di case diroccate, da restaurare, già restaurate, ma anche ricercati Bed and Breakfast. Le macchine e gli autobus cedono il passo a biciclette, motorini (a Trieste i motorini si trovano dappertutto), vasi di fiori, gatti alla finestra, orti, viti, zucche, alberi di cachi, fontanelle che sgorgano acqua corrente.

La Trieste nascosta inizia a stupirci: sorpassato l’arco veniamo risucchiati nel tempo, sarà anche merito dei racconti del signor Mario, ma ci sembra di sentire le mamme richiamare i bambini che corrono nelle corti, tra animali da cortile, zucchine e insalata. Rivediamo stralci di una vita passata, a molti di noi sconosciuta ed immaginabile, sentiamo i suoni delle giostre di san Giovanni, del cinema all’aperto, viviamo la campagna, gli stracciarioli, le venderigole, le donnine allegre, gli uomini pronti a partire per mare.

Inerpicandoci sulla collina sulle strette e ripide scalette (a Trieste si sa c’è sempre una salita) l’atmosfera cambia. Gli spazi aumentano (beh in verità mica tanto), i panorami si fanno più larghi e accativanti.

Arriviamo in via Zanella: percorrendola da via dello Scoglio riusciamo ad apprezzare tutto il fascino di una sorta di villaggio dove quasi ogni edificio è stato restaurato con cura e gusto, trasformando un piccolo borgo contadino in una zona abitativa ad alta qualità di vita.

Trieste nascosta - Via Zanella

Come già detto la nostra Trieste nascosta ha sempre qualcosa da scoprire, allora io mi fermo qui in questo mio racconto e vi consiglio di andare a visitare anche questo angolo, perchè Trieste nascosta o no sa sempre sorprendere e vi do appuntamento alla prossima scoperta!

3 commenti su “La Piccola Parigi – Passeggiando nella Trieste nascosta – capitolo 2”

  1. Sono nata a Trieste ma son sincera quell angolo di mondo particolare non lo conoscevo. È davvero incantevole curioso e unico. Mai avrei immaginato di trovare tanta rarità dopo aver passato l arco di entrata. Interessanti anche le notizie di chi in quel posto è nato ed ha vissuto e che ancor oggi è molto legato. Mi riferisco al sig. MARIO che in certe occasioni ci ha pure commosso. Grazie anche a Lorenzo Zuffi per i racconti storici e a chi ha avuto questa magnifica idea di farci scoprire la Piccolo Parigi

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