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San Giusto a Trieste non solo religione, ma il filo conduttore della storia cittadina

A Trieste San Giusto non è solo il santo patrono, è anche cattedrale, castello e colle da cui tutto ha avuto inizio.

Di San Giusto e Trieste abbiamo già parlato varie volte sia in guest post (se ve lo siete persi ecco il link ai più bei castelli d’Italia) sia qui nel blog.

San Giusto e il suo colle l’abbiamo poi raggiunto passeggiando attraverso le strette e ripide stradine che dal mare si dipartono, attraversando le vestigia della Trieste romana e della Cittavecchia.

san giusto trieste

Abbiamo già visto come Il colle di San Giusto sia il centro nevralgico di Trieste. Il punto focale da cui la città stessa si è sviluppata.

Il colle di San Giusto è punto di controllo. L’altura strategica posta al centro del nucleo iniziale della città, dal quale si possono vedere e controllare tutte le vie di accesso, sia terrestri che marine.

Il colle di San Giusto è compendio di storia cittadina.

Come abbiamo già visto, in pochi metri possiamo ripercorrere la storia della città dalla sua fondazione ad oggi.

In pochi passi troviamo resti che vanno dal castelliere primitivo, alla Tergeste romana, dal mercato medievale, alla fortezza veneziana. Qui si sentono ancora gli echi delle guerre tra Istri e Romani, tra Venezia e Asburgo. Qui le campane cantano ancora di irredentismo e di ritorno alla patria.

Sul colle di San Giusto si mescolano sacro e profano. Potere temporale e potere religioso si incontrano e scontrano in pochi passi.

Colle di San Giusto potere temporale e religioso

Oggi 3 novembre, giorno di San Giusto patrono di Trieste, vorrei però soffermarmi principalmente sui simboli religiosi che dal colle omonimo dominano la città.

Chi era san Giusto e come mai la sua storia è così centrale nella vita triestina? il sito della Diocesi lo descrive così.

San Giusto, patrono principale della città e della Diocesi di Trieste, viene ricordato con una solennità il 3 novembre.

Giusto subì il martirio il 2 novembre dell’anno 303, durante la persecuzione di Diocleziano.

Diocesi di Trieste

Quindi San Giusto subì persecuzione e morì il 2 novembre (come riporta il Martirologio geronimiano o gerolimiano) ma la città lo ricorda il 3 novembre, per motivi liturgici e per non sovrapporsi alla celebrazione del giorno dei morti.

Ma perché fu scelto proprio San Giusto patrono di Trieste?

San giusto patrono di Trieste

La vita e la morte di San Giusto sono strettamente legate alla storia triestina.

Si dice fosse cittadino di Aquileia, uomo di penitenza e di larga generosità, forse un sacerdote, cristiano fin dall’infanzia: “grazie ai miei genitori”, come risulta dalla narrazione del suo martirio (secondo Passio).

Di Giusto come di molti altri santi poco si sa della vita. La leggenda si concentra soprattutto sulla sua morte, avvenuta con modalità a dir poco straordinarie, tali da farlo dichiarare santo.

Ma lasciamo che a raccontare la sua storia sia nuovamente un sito più autorevole in materia: la Diocesi triestina.

Secondo la passio, Mannacio, governatore di Trieste, fece arrestare Giusto e lo fece chiudere in carcere: Giusto, infatti, si dichiarò cristiano senza alcun timore e si rifiutò di sacrificare agli dei. Appena Mannacio fu certo che Giusto non avrebbe mai rinnegato la propria fede, lo condannò alla pena capitale e ordinò che fosse annegato in mare.

I soldati gli legarono mani e piedi con una fune, alla quale vennero assicurati dei pesi di piombo e lo portarono verso la riva del mare: lungo il cammino, Giusto era sereno e poté salutare i suoi confratelli. Lo fecero salire su una barca e lo portarono al largo, poi lo gettarono in acqua: grazie ai pesi di piombo, il corpo non sarebbe più emerso. Ma, prima del tramonto, il corpo di Giusto fu miracolosamente trasportato sulla riva dalla corrente. Durante la notte Sebastiano, un presbitero, ebbe una visione: il martire lo invitava ad andare sulla spiaggia per recuperare il suo corpo e dargli così degna sepoltura.

Sebastiano si alzò subito e insieme ai fedeli radunati andarono a cercare sulla spiaggia il corpo di Giusto. Trovatolo, lo seppellirono di nascosto nel cimitero che si trovava non lontano dalla spiaggia. Nel V secolo la comunità cristiana di Trieste edificò una basilica martiriale, i cui resti sono ancora visibili oggi nella così chiamata “basilica paleocristiana” di via Madonna del Mare. Già nel X secolo le reliquie di san Giusto furono traslate sul colle di San Giusto, sede della cattedrale a lui intitolata.

Diocesi di Trieste

Ma la cattedrale di San Giusto martire come la conosciamo e vediamo oggi quando appare?

Cattedrale San Giusto martire

L’attuale cattedrale di San Giusto martire inizia a prender vita nel 1300, precisamente tra il 1302 e il 1320 quando l’allora vescovo Roberto Pedrazzani da Robecco fece unificare le due chiese preesistenti: la Chiesa di Santa Maria e la Chiesa dedicata al martire San Giusto, costruendo di fatto la maestosa basilica come la conosciamo oggi.

Dell’attuale cattedrale, dei suoi splendidi mosaici, delle statue al suo interno ed esterno e della sua storia parleremo in un altro articolo.

Oggi volevo soltanto augurare Buon San Giusto a tutti i triestini e far conoscere la sua storia a chi ancora non l’aveva ascoltata.

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